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TORMALINA – Silicati

ParametroDescrizione
NomeTORMALINA
Formula chimica(Na,Ca)(Mg,Fe,Li,Al)₃Al₆(BO₃)₃Si₆O₁₈(OH)₄
ClasseSilicati (ciclosilicati)
Sistema cristallinoTrigonale
Durezza (Mohs)7 – 7,5
Densità3,0 – 3,3 g/cm³
SfaldaturaAssente o indistinta
FratturaConcoide, irregolare
ColoreMolto variabile (nero, verde, rosa, blu, giallo, multicolore)
Colore della polvereBianco
LucentezzaVitrea
TrasparenzaDa trasparente a opaco

Fonte immagine: WikipediaRobert M. Lavinsky PD

CURIOSITÀ STORICHE – Piuttosto che di un minerale, nel caso della tormalina è più giusto parlare di una vera e propria famiglia mineralogica. La formula generale spesso riportata nei testi ha infatti un valore puramente teorico, poiché non corrisponde esattamente a nessuna specie naturale. Le tormaline costituiscono una serie complessa e continua di miscele isomorfe, con composizioni chimiche e proprietà fisiche che possono variare sensibilmente entro limiti molto ampi. Questa straordinaria variabilità è una delle ragioni del grande interesse scientifico e gemmologico per questo gruppo di minerali.

Il nome tormalina deriva dalla parola singalese “touramalli”, che significa “pietre dai colori misti”. Tale denominazione riflette perfettamente l’aspetto multicolore di questi minerali, che vennero inizialmente importati in Europa dallo Sri Lanka nel corso del XVIII secolo. I commercianti olandesi della Compagnia delle Indie Orientali furono tra i primi a introdurre le tormaline nel mercato europeo, apprezzandole sia per la varietà cromatica sia per le loro particolari proprietà fisiche, come la capacità di attrarre cenere quando riscaldate, fenomeno oggi noto come piroelettricità.

CARATTERI DIAGNOSTICI – Le tormaline si distinguono per una serie di caratteristiche peculiari. Una delle più evidenti è la grande varietà di colori, che può includere praticamente tutte le tonalità dello spettro visibile. La durezza si colloca tra 7 e 7,5 nella scala di Mohs, rendendole abbastanza resistenti all’usura. Il lucentezza è vitreo, talvolta tendente al resinoso, mentre la trasparenza varia da trasparente a opaca. Un altro elemento diagnostico importante è la mancanza di sfaldatura ben definita, sostituita da una frattura concoide o irregolare. Le tormaline mostrano inoltre pleocroismo, cioè la capacità di apparire di colori diversi a seconda dell’orientazione rispetto alla luce, caratteristica particolarmente evidente nelle varietà gemmologiche.

STRUTTURA CRISTALLINA – Le tormaline cristallizzano nel sistema trigonale e presentano una struttura complessa basata su anelli di tetraedri di silicio (Si6O18). Questi anelli sono collegati tra loro da vari cationi come alluminio, ferro, magnesio, litio e altri elementi, dando luogo a una struttura estremamente articolata. I cristalli sono generalmente prismatici, allungati lungo l’asse verticale, spesso con sezione triangolare arrotondata. Le estremità dei cristalli sono frequentemente asimmetriche, riflettendo la polarità della struttura cristallina, che è responsabile delle proprietà piezoelettriche e piroelettriche del minerale.

CHIMICA – Se si immagina di sostituire nella formula i nove atomi di alluminio con i gruppi Al8Li oppure Al6Mg3 restano libere alcune valenze che possono essere compensate da un aumento dei gruppi OH e da alcali. In questo modo si ottengono alcuni dei termini più comuni in natura, tra cui elbaite, dravite e schörlite. La chimica delle tormaline è estremamente complessa e consente l’ingresso di numerosi elementi nella struttura cristallina, tra cui sodio, calcio, ferro, magnesio, litio, manganese e fluoro. Questa flessibilità composizionale è la principale responsabile della grande varietà cromatica.

Le tormaline formano cristalli prismatici spesso allungati, che possono raggiungere anche dimensioni considerevoli, talvolta superiori a diversi decimetri. Le terminazioni sono generalmente irregolari e diverse alle due estremità. In alcuni casi i cristalli possono essere tozzi oppure sottili e aghiformi. Si osservano anche aggregati paralleli, fascicolati o raggiati, oltre a granuli irregolari. Le facce della zona verticale sono spesso striate parallelamente all’asse di allungamento. Il colore, strettamente legato alla composizione chimica, può variare dal rosato al rosso intenso, dal giallo all’azzurro, dal verde al bruno fino al nero. Non sono rare le tormaline incolori o quelle policrome, con bande di colore disposte concentricamente o lungo l’asse del cristallo, come nel caso delle celebri “tormaline anguria”.

ORIGINE – Le tormaline sono tipicamente minerali di origine pneumatolitica, cioè formati da fluidi ricchi di gas e vapori ad alta temperatura. Si trovano frequentemente nelle rocce intrusive ricche di silice, in particolare nei graniti e nelle pegmatiti, dove possono cristallizzare in cavità formando esemplari ben sviluppati. Sono comuni anche nelle rocce metamorfiche, specialmente negli scisti cristallini e nelle rocce di contatto. Inoltre, grazie alla loro resistenza all’alterazione chimica e fisica, possono essere presenti come minerali detritici nelle rocce sedimentarie, dove si accumulano nei sedimenti alluvionali.

GIACIMENTI – Le tormaline sono diffuse in numerose località del mondo, spesso associate a pegmatiti granitiche. Tra i giacimenti più celebri si annoverano quelli del Madagascar, noti per i loro spettacolari cristalli policromi. Importanti sono anche le miniere di Pala, in California, famose per le tormaline rosa e verdi, e lo stato brasiliano di Minas Gerais, uno dei principali produttori mondiali di varietà gemmologiche. Altri giacimenti rilevanti si trovano nello Sri Lanka, nelle regioni alluvionali ricche di gemme, e negli Urali in Russia.

In Italia, le tormaline sono presenti soprattutto nelle Alpi e nell’Isola d’Elba, dove si rinvengono splendidi cristalli policromi nelle cavità dei graniti. Località come Craveggia e Candoglia in Ossola, Olgiasca sul Lago di Como e altre aree alpine sono note per la presenza di pegmatiti contenenti tormaline, spesso associate ad altri minerali rari.

VARIETÀ – Le varietà di tormalina sono numerose e vengono classificate principalmente in base alla composizione chimica. Tra le più importanti si ricordano la schörlite, ricca in ferro e di colore nero; la dravite, ricca in magnesio e generalmente bruna; e l’elbaite, la più apprezzata in gemmologia per la sua vasta gamma di colori. All’interno dell’elbaite si distinguono ulteriori varietà, come la rubellite (rossa), la verdelite (verde), l’indicolite (blu) e l’acroite (incolore). Particolarmente affascinanti sono le tormaline policrome, che mostrano più colori nello stesso cristallo.

USI – Oltre che in gemmologia, la tormalina trova impiego in ambito tecnico grazie alle sue proprietà piezoelettriche e piroelettriche. Queste caratteristiche permettono al minerale di generare una carica elettrica quando sottoposto a pressione o a variazioni di temperatura. Per questo motivo viene utilizzata in strumenti di precisione per la misurazione di pressioni elevate e nella determinazione della frequenza di tensioni elettriche oscillanti. In passato è stata impiegata anche in dispositivi ottici e in strumenti scientifici.

USO GEMMOLOGICO – Le tormaline sono molto apprezzate in gioielleria per la loro varietà cromatica e la buona durezza. Possono essere tagliate in diverse forme, tra cui rettangolare, ovale e rotonda. Il taglio a cabochon è spesso utilizzato per esemplari ricchi di inclusioni, al fine di evidenziare effetti ottici come il gatteggiamento. Le varietà più trasparenti vengono invece sfaccettate per esaltarne la brillantezza. Le tormaline sono impiegate anche nell’arte dell’incisione, grazie alla loro lavorabilità e alla varietà di colori.

CONCLUSIONI – La tormalina rappresenta uno dei gruppi mineralogici più affascinanti e complessi, sia dal punto di vista scientifico sia da quello estetico. La sua straordinaria variabilità chimica e cromatica la rende unica nel panorama dei minerali, mentre le sue proprietà fisiche ne ampliano le applicazioni anche in ambito tecnologico. Dalle miniere del Madagascar alle pegmatiti alpine, dalle gemme preziose ai dispositivi scientifici, la tormalina continua a suscitare interesse e meraviglia. La sua bellezza naturale, unita alla complessità strutturale, ne fa un esempio perfetto di come la natura possa combinare armoniosamente scienza e arte.

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