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PIROLUSITE (PYROLUSITE – WAD) – Ossidi

ParametroDescrizione
NomePIROLUSITE
Formula chimicaMnO₂
ClasseOssidi
Sistema cristallinoTetragonale
Durezza (Mohs)6 – 6,5
Densità4,7 – 5,1 g/cm³
SfaldaturaPerfetta
FratturaIrregolare o subconcoide
ColoreGrigio acciaio, nero
Colore della polvereNero bluastro
LucentezzaMetallica o opaca
TrasparenzaOpaca

CURIOSITÀ STORICHE – La pirolusite è un minerale appartenente alla classe degli Ossidi, nello specifico al gruppo dei biossidi di manganese, ed è costituita chimicamente da diossido di manganese (MnO₂). Il suo nome deriva dal greco “pyr” (fuoco) e “lysis” (lavare), in riferimento alla sua antica utilizzazione come sostanza capace di decolorare il vetro durante la fusione. Già in epoca romana, artigiani e vetrai avevano scoperto che l’aggiunta di questo minerale ai silicati fusi consentiva di eliminare le tonalità verdastre causate dalla presenza di ferro, ottenendo così vetri più trasparenti e puri. Nonostante tale applicazione pratica fosse nota da secoli, il manganese come elemento chimico fu isolato solo nel XVIII secolo dal chimico svedese Johan Gottlieb Gahn, che riuscì ad estrarlo proprio a partire dalla pirolusite. Nel corso della storia, questo minerale è stato anche utilizzato come pigmento naturale per colorazioni nere e grigio scure in pitture rupestri e ceramiche. Alcune analisi archeometriche suggeriscono che composti contenenti manganese siano stati impiegati già durante il Paleolitico per la preparazione di miscele coloranti destinate alla decorazione di superfici rocciose o al trattamento di pelli.

STRUTTURA CRISTALLINA – Dal punto di vista cristallografico, la pirolusite cristallizza nel sistema tetragonale e presenta una struttura interna caratterizzata da catene di ottaedri MnO₆ condivisi tra loro lungo direzioni specifiche. Questa disposizione conferisce al minerale una simmetria relativamente semplice ma al tempo stesso una notevole stabilità strutturale. I cristalli si presentano spesso in forma prismatica allungata o fibrosa, talvolta con abiti aciculari o colonnari. Tuttavia, è molto comune osservare la pirolusite sotto forma di masse compatte, granulari o dendritiche, con superfici opache e colorazione che varia dal grigio scuro al nero metallico. La lucentezza può risultare metallica o submetallica, mentre la durezza sulla scala di Mohs si attesta generalmente tra 2 e 6, a seconda del grado di cristallinità e della presenza di impurità. Un’altra caratteristica distintiva è la striatura nera, che costituisce un importante elemento diagnostico per il riconoscimento del minerale in campagna. Dal punto di vista fisico, la pirolusite possiede inoltre una densità relativamente elevata, compresa tra 4,4 e 5,0 g/cm³, legata alla presenza dell’elemento manganese in elevata concentrazione. Sono molto rari i neri cristalli prismatici (varietà polianite). Più comuni gli aggregati terrosi e polverulenti ricchi di ossidi di manganese non cristallini (Wad).

CHIMICA – La composizione chimica della pirolusite è dominata dal diossido di manganese, ma in natura il minerale può contenere tracce di altri elementi quali ferro, silicio, alluminio, bario o potassio, che si inseriscono nella struttura cristallina sotto forma di impurità. Il manganese si trova nello stato di ossidazione +4, che rappresenta una delle forme più stabili di questo elemento in condizioni superficiali ossidanti. Dal punto di vista delle proprietà chimiche, la pirolusite è relativamente insolubile in acqua ma reagisce con acidi forti, specialmente in presenza di agenti riducenti, liberando cloro o altri composti gassosi quando trattata con acido cloridrico concentrato. Questo comportamento ha avuto un ruolo importante nello sviluppo della chimica industriale, in quanto il minerale veniva impiegato per la produzione di cloro già nei primi processi chimici preindustriali. Inoltre, il MnO₂ è un potente agente ossidante e viene utilizzato in numerose reazioni redox, sia in laboratorio che su scala industriale. La stabilità termica della pirolusite è elevata, ma a temperature superiori ai 535 °C essa può decomporsi in ossidi di manganese a valenza inferiore, come Mn₂O₃, con liberazione di ossigeno.

ORIGINE – La pirolusite si forma prevalentemente in ambienti sedimentari o supergenici, derivando dall’alterazione di minerali primari contenenti manganese. I processi di ossidazione e idratazione che avvengono nelle zone superficiali della crosta terrestre favoriscono la trasformazione di composti manganesiferi meno stabili in forme ossidate come MnO₂. In molti casi, il minerale si sviluppa come prodotto di precipitazione chimica in acque marine poco profonde o in bacini lacustri, dove le condizioni redox consentono l’accumulo progressivo di manganese ossidato. Può inoltre formarsi in ambienti idrotermali a bassa temperatura, dove soluzioni ricche di manganese circolano attraverso fratture e cavità nelle rocce, depositando ossidi lungo le superfici di contatto. Le strutture dendritiche osservabili su alcune superfici rocciose sono spesso il risultato di precipitazioni secondarie di ossidi di manganese, tra cui la pirolusite, che si sviluppano lungo microfratture o piani di stratificazione.

GIACIMENTI – I principali giacimenti di pirolusite si trovano in diverse regioni del mondo caratterizzate da una significativa attività geologica o da condizioni sedimentarie favorevoli. Tra i paesi con importanti depositi di manganese si annoverano Sudafrica, Ucraina, India, Brasile e Australia, dove la pirolusite rappresenta una delle principali fonti minerarie per l’estrazione del manganese. In Europa, giacimenti di questo minerale sono stati individuati anche in Spagna, Grecia e Germania, spesso associati ad altre mineralizzazioni manganesifere come psilomelano e braunite. In Italia, la presenza di pirolusite è documentata in varie aree alpine e appenniniche, in particolare in Toscana e Sardegna, dove depositi di manganese sono stati sfruttati in passato per scopi industriali. Tali giacimenti si presentano generalmente sotto forma di lenti stratiformi o vene mineralizzate inserite in rocce sedimentarie o metamorfiche.

USI – La pirolusite costituisce la principale materia prima per la produzione di manganese metallico e di numerosi composti chimici derivati, utilizzati in diversi settori industriali. Il manganese è un elemento fondamentale nella produzione di acciai speciali, in quanto migliora la resistenza meccanica e la durezza delle leghe ferrose. Inoltre, il diossido di manganese trova impiego nella fabbricazione di batterie, in particolare nelle pile alcaline e nelle batterie zinco-carbone, dove agisce come materiale catodico. Viene utilizzato anche nella produzione di pigmenti, ceramiche, fertilizzanti e catalizzatori chimici. In campo ambientale, MnO₂ è impiegato nei sistemi di depurazione delle acque per l’ossidazione di contaminanti organici e inorganici, contribuendo alla rimozione di ferro e arsenico. Infine, la pirolusite continua a trovare applicazioni nella lavorazione del vetro, mantenendo viva una tradizione che affonda le sue radici nelle pratiche artigianali dell’antichità.

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