
| Parametro | Descrizione |
|---|---|
| Nome | AUGITE (come esempio) |
| Formula chimica | (Ca,Na)(Mg,Fe,Al,Ti)(Si,Al)₂O₆ |
| Classe | Silicati (inosilicati, gruppo dei pirosseni) |
| Sistema cristallino | Monoclinico |
| Durezza (Mohs) | 5 – 6 |
| Densità | 3,2 – 3,6 g/cm³ |
| Sfaldatura | Buona, a circa 87° e 93° |
| Frattura | Irregolare |
| Colore | Verde scuro, nero, bruno |
| Colore della polvere | Bianco-grigiastro |
| Lucentezza | Vitrea |
| Trasparenza | Da trasparente a opaca |
La grande famiglia dei pirosseni rappresenta uno dei gruppi mineralogici più importanti e diffusi all’interno delle rocce magmatiche e metamorfiche. Si tratta di minerali silicatici che rivestono un ruolo fondamentale nello studio della petrografia e della geologia strutturale, poiché costituiscono componenti essenziali di numerose rocce della crosta terrestre e del mantello superiore. La loro ampia diffusione e la notevole varietà composizionale fanno dei pirosseni un gruppo particolarmente complesso, ma al tempo stesso estremamente interessante.
Dal punto di vista chimico, i pirosseni appartengono alla classe dei silicati, più precisamente sono inosilicati a catena singola, caratterizzati da tetraedri di silice (SiO₄) disposti in catene lineari. La struttura fondamentale è basata sull’unione dei tetraedri attraverso la condivisione di due atomi di ossigeno, formando una catena continua. Questa configurazione determina la formula generale tipica dei pirosseni:
XY(Si,Al)₂O₆
dove:
- X e Y rappresentano cationi metallici di diversa dimensione,
- in X si trovano spesso elementi come calcio (Ca), sodio (Na), ferro (Fe²⁺) o magnesio (Mg),
- in Y si trovano comunemente magnesio (Mg), ferro (Fe²⁺), alluminio (Al), ferro trivalente (Fe³⁺) o cromo (Cr).
Questa flessibilità nella sostituzione degli elementi chimici è uno dei motivi principali per cui la famiglia dei pirosseni è così vasta: gli atomi possono sostituirsi reciprocamente senza alterare in modo drastico la struttura cristallina, dando origine a numerose varietà.
Serie isomorfe e complessi di miscibilità
La famiglia dei pirosseni comprende vari gruppi mineralogici, ognuno dei quali costituisce una serie isomorfa. Con il termine isomorfismo si indica la capacità di minerali diversi di possedere una struttura cristallina simile, permettendo quindi una sostituzione chimica continua tra i diversi termini estremi.
In pratica, molti pirosseni non esistono come composti “puri”, ma come soluzioni solide intermedie tra due o più termini ideali. Questo significa che i pirosseni naturali si collocano spesso lungo una gradazione continua tra due estremi composizionali. Ne consegue che la quantità di varietà possibili è praticamente infinita, poiché le combinazioni chimiche possibili sono moltissime. È per questo che si può affermare che le formule chimiche dei pirosseni sono spesso “teoriche”: rappresentano cioè i termini ideali, raramente riscontrabili in natura.
Questa caratteristica rende la classificazione dei pirosseni non sempre immediata, poiché spesso un campione reale presenta una composizione intermedia tra più specie mineralogiche.
Struttura cristallina: pirosseni monoclini e rombici
Dal punto di vista strutturale, i pirosseni si dividono in due grandi gruppi, a seconda del sistema cristallino:
- Pirosseni monoclini (clinopirosseni)
- Pirosseni rombici (ortopirosseni)
La maggior parte dei pirosseni è monoclina, tuttavia esiste una serie molto importante, quella enstatite–iperstene, che cristallizza in sistema rombico.
Questa distinzione è fondamentale perché influenza non solo la simmetria cristallina, ma anche molte proprietà fisiche, come l’angolo di sfaldatura e le caratteristiche ottiche osservabili al microscopio polarizzatore.
Un aspetto interessante è che ad alcune composizioni chimiche possono corrispondere due strutture differenti: una rombica e una monoclina. È il caso, ad esempio, della coppia:
- enstatite–iperstene (rombici)
- clinoenstatite–clinoiperstene (monoclini)
Questi minerali hanno composizione chimica molto simile, ma struttura diversa: si tratta quindi di un fenomeno di polimorfismo, cioè la possibilità per una stessa composizione di cristallizzare in strutture differenti a seconda delle condizioni di pressione e temperatura.
Le principali serie dei pirosseni
All’interno della grande famiglia dei pirosseni, si distinguono diverse serie isomorfe fondamentali.
1. Serie enstatite – iperstene (ortopirosseni)
Questa serie appartiene ai pirosseni rombici ed è dominata dalla sostituzione tra magnesio e ferro. I termini principali sono:
- enstatite (MgSiO₃)
- ferrosilite (FeSiO₃)
L’iperstene rappresenta una varietà intermedia ricca in ferro e magnesio. Questi minerali sono molto comuni nelle rocce magmatiche basiche e ultrabasiche, come peridotiti e noriti, e sono frequenti anche in rocce metamorfiche di alto grado.
Gli ortopirosseni sono tipici delle rocce che si formano ad alte temperature e spesso indicano condizioni geologiche profonde, come quelle del mantello superiore.

2. Serie clinoenstatite – clinoiperstene (clinopirosseni)
A questa serie corrisponde una composizione chimica simile alla precedente, ma con struttura monoclina. La presenza di queste varietà è legata a condizioni particolari di cristallizzazione, spesso associate a trasformazioni strutturali dovute a variazioni termiche.
La clinoenstatite, ad esempio, può formarsi in particolari condizioni di raffreddamento o durante metamorfismi dinamici.
3. Serie diopside – hedenbergite
Questa serie è una delle più importanti e diffuse tra i clinopirosseni. Essa comprende:
- diopside (CaMgSi₂O₆)
- hedenbergite (CaFeSi₂O₆)
In questo caso il calcio rimane costante nella posizione X, mentre nella posizione Y avviene la sostituzione tra magnesio e ferro. Questa serie è tipica di molte rocce magmatiche, soprattutto basalti e gabbri, ma anche di rocce metamorfiche come marmi impuri e skarn.
Il diopside è spesso associato a metamorfismo di contatto, mentre l’hedenbergite tende a formarsi in ambienti più ricchi in ferro.
Questa serie mostra chiaramente la tendenza dei pirosseni a formare soluzioni solide: i campioni naturali raramente corrispondono ai termini estremi e sono più spesso composizioni intermedie.

4. Serie spodumene – giadeite – egirina
Questa serie è particolarmente interessante perché coinvolge anche elementi alcalini, come sodio e litio. I minerali principali sono:
La giadeite è famosa perché costituisce uno dei componenti principali della giada, una pietra ornamentale preziosa e storicamente molto importante in diverse culture.
Lo spodumene è un minerale di grande valore economico perché rappresenta una delle principali fonti naturali di litio, elemento fondamentale per la produzione di batterie moderne.
L’egirina, invece, si forma tipicamente in rocce alcaline e in ambienti magmatici particolari, ricchi di sodio.
Questa serie dimostra come i pirosseni possano includere anche cationi con cariche diverse, come Fe³⁺, oltre ai più comuni Fe²⁺ e Mg²⁺. Ciò aumenta ulteriormente la complessità chimica della famiglia.
5. Serie diallagio – augite – fassaite
Un’altra serie importante è quella che include minerali comuni in molte rocce magmatiche, soprattutto in basalti e andesiti. L’augite è probabilmente il pirosseno più diffuso nelle rocce vulcaniche.
Il diallagio è spesso considerato una varietà di augite caratterizzata da particolari riflessi e strutture interne che conferiscono al minerale un aspetto lamellare.
La fassaite, invece, è una varietà ricca in alluminio, spesso presente in ambienti metamorfico-magmatici complessi, come alcune rocce di contatto o inclusioni nei meteoriti.
Questa serie presenta un’ampia variabilità composizionale perché può contenere quantità variabili di calcio, magnesio, ferro e alluminio. Anche in questo caso, i termini puri sono rari, mentre dominano composizioni miste.
Proprietà fisiche dei pirosseni
I pirosseni possiedono caratteristiche fisiche che li rendono relativamente riconoscibili.
Sfaldatura
Una proprietà distintiva è la sfaldatura secondo due piani quasi perpendicolari, con angoli di circa 87° e 93°, che è una delle caratteristiche più utili per distinguerli dagli anfiboli, i quali invece presentano angoli di circa 56° e 124°.
Durezza
La durezza dei pirosseni varia generalmente tra 5 e 7 nella scala di Mohs.
Colore
I colori possono essere molto variabili:
- verde scuro o nero (augite, egirina),
- verde chiaro (diopside),
- bruno o rossastro (hedenbergite),
- bianco o grigio chiaro (spodumene).
Lucentezza
La lucentezza è generalmente vitrea, ma può apparire leggermente metallica nei campioni ricchi in ferro.
Importanza geologica e petrografica
I pirosseni sono fondamentali per interpretare l’origine e l’evoluzione delle rocce. Essendo minerali comuni nelle rocce magmatiche basiche e ultrabasiche, la loro presenza indica spesso cristallizzazione da magmi ad alta temperatura.
Sono particolarmente abbondanti in:
- basalti e gabbri,
- peridotiti,
- noriti,
- rocce metamorfiche di alto grado.
La composizione chimica dei pirosseni può fornire informazioni utilissime sulle condizioni di formazione, come temperatura e pressione, e sulla composizione del magma originario. Per questo motivo i pirosseni vengono spesso studiati attraverso analisi chimiche dettagliate e osservazioni microscopiche.
Conclusione
In definitiva, la famiglia dei pirosseni rappresenta uno dei gruppi mineralogici più vasti e complessi. La presenza di numerose serie isomorfe, la possibilità di miscibilità tra termini estremi e la varietà strutturale (monoclina o rombica) rendono questo gruppo estremamente articolato. Le varietà naturali sono praticamente infinite, tanto che il minerale “puro” è raro e le formule chimiche comunemente riportate nei manuali sono spesso da considerarsi modelli teorici.
Lo studio dei pirosseni è essenziale per comprendere la genesi delle rocce magmatiche e metamorfiche e per interpretare la storia geologica delle regioni in cui essi si trovano. Essi costituiscono quindi un capitolo fondamentale della mineralogia e della petrografia, e la loro analisi continua a essere uno strumento chiave per decifrare i processi che avvengono all’interno della Terra.

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